PLINIO IL VECCHIO – NATURALIS HISTORIA

Di Emilio Alberti

L’opera è un omaggio a Plinio il Vecchio e alla sua Naturalis Historia. Vuole essere un contributo alle celebrazioni del bimillenario pliniano, già avviate a Como nel novembre 2019 con una mostra al Palazzo del Broletto.

L’idea progettuale trae spunto dall’opera enciclopedica di Gaius Plinius Secundus, conosciuto come Plinio il Vecchio nato a Novum Comum, l’odierna Como, il 23 o il 24 d.C., nella quale raccolse le basi del sapere in una sintesi umanistico-scientifica. La Naturalis Historia è una grandiosa e innovativa indagine su tutta la Natura conosciuta nell’antichità, dalla vita dell’uomo alla storia delle popolazioni dell’impero romano alla descrizione delle piante e degli animali. Appassionato studioso, funzionario imperiale, la sua figura è fondamentale per la formazione culturale e scientifica del mondo contemporaneo. L’ammirazione per tutto ciò che esiste permea la sua opera, studiata e tradotta come uno dei maggiori testi di riferimento nel confronto fra Antico e Moderno. E’ una fonte inesauribile di notizie, anche di carattere politico e morale, e ne traspare l’ideale cui Plinio conformò la sua vita: il desiderio vivo e costante di imparare, nella convinzione che il sapere sia la condizione fondamentale dell’esistenza umana. Ebbe notevole influenza sugli studi umanistici e sul Rinascimento.

Plinio il Vecchio è sicuramente la figura più importante nella storia del territorio lariano.

“Divino è per il mortale aiutare l’altro mortale”, proprio così morì Plinio il Vecchio: coordinando le operazioni di soccorso durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

 

Nel mosaico campeggia un medaglione con il ritratto di Plinio che si rifà alla scultura posta nell’edicola sulla facciata del Duomo di Como accostata a quella di Plinio il Giovane, ha come sfondo il paesaggio lariano con in primo piano il getto di una fontana che increspa la superficie dell’acqua: un evidente riferimento alle sorgenti, ai corsi d’acqua del territorio lariano e alle acque del lago di Como. Simboleggia il concetto espresso da Plinio della Natura come vita universale, respiro del cosmo: “Parlo della Natura, cioè della vita”. E’ nella Natura che l’uomo può trovare gli strumenti per migliorare la propria vita. Le regole per un corretto rapporto con la Natura sono insite nella Natura stessa, sta all’uomo scoprirle, e Plinio si è offerto come guida appassionata.

Non si può che rimanere stupiti per l’incredibile attualità di queste parole scritte da Plinio il Vecchio duemila anni fa, nelle quali riconosciamo lo spirito ecologista che permea la realtà contemporanea: “Noi inquiniamo sia i fiumi che gli elementi della Natura e rendiamo dannosa l’aria stessa che respiriamo” (Naturalis Historia XIII. 3-4).

 

La tecnica è quella della ceramica invetriata, le colorazioni sono ottenute con smalti, cristalline e ossidi, le tessere sono modellate in argilla bianca refrattaria in differenti dimensioni e forme seguendo il disegno. Per accentuare l’effetto prospettico alcune parti in primo piano sono rese con un leggero rilievo, questo conferisce all’opera una valenza scultorea e la peculiare plasticità del bassorilievo. In alcune parti dell’opera è lasciato a vista lo sfondo costituito da collante cementizio bianco per esterni.