La Nairola

Tenace equilibrio.

Da millenni sovrasta Blevio
Simbolo di delicato e tenace equilibrio
Portatore di storie e leggende ascoltate in silenzio tra il cielo e il lago.
Mosaico realizzato nell’ Atelier ComoRaku dall’artista Luca Mandaglio ed Elisa Castelnovo interamente a mano in gres stoneware.

Luca Mandalglio
ComoRaku

LA PREA NAIROLA

La Pietra Nairola si trova lungo il sentiero che dal Pissarottino di Brunate giunge a Montepiatto di Torno. Si presenta come una grande tavola piatta, suborizzontale, di 7,4 m di lunghezza per 4 di larghezza e 4,5 circa di altezza, che sporge dal pendio della montagna, costituita da un blocco di ghiandone, proveniente dalla Val Masino (Valtellina). Sul masso, oltre ad alcune coppelle, sono presenti altre incisioni pre- o protostoriche: una che ricorda un’impronta di piede e un canaletto che corre a mo’ di gronda attorno alla parte sommatale del masso.

Attorno a questa pietra esistono due leggende diverse. La prima, probabilmente più antica, narra che sulla Pietra Nariola stava il diavolo; di fronte, sopra un altro masso (ora andato distrutto), un suo compagno, ed insieme si divertivano a giocare a palla, rimandandosela l’un l’altro. Sul trovante ormai scomparso, pare che fosse rimasta, a ricordo di questo gioco diabolico, una chiara impronta emisferica, lasciata dal rimbalzo della palla sfuggita di mano al diavolo meno esperto. La seconda versione, decisamente cristiana, che L.M. Gaffuri nel libro “I Trovanti”, afferma essere nata probabilmente per esorcizzare i trascorsi demoniaci del masso, giustificherebbe invece la posizione sporgente del masso con un intervento miracoloso della Vergine che lo avrebbe trattenuto con il suo mantello nella sua discesa; un centinaio di metri sotto venne costruita un cappellina dedicata appunto alla Madonna, che può essere raggiunta anche dalla frazione di Mezzovico, in comune di Blevio